giovedì 28 aprile 2016

Torino - dal Valentino a Borgo Po


La prima cosa che colpisce arrivando a Torino è la sua sobria eleganza, fatta di antichi palazzi perfettamente conservati, di botteghe artigiane, di caffè e locali storici che hanno legato il loro nome e le loro specialità a grandi nomi della storia italiana, di verde cittadino curato e messo a disposizione di chiunque ne voglia godere, di sapori forti e rustici e di tante tante interessanti attrazioni che appagano la curiosità di tutti coloro che si avventurano nella sua scoperta.
Da qualche tempo infatti questa bella città è stata scoperta dal grande pubblico che viene a conoscerla non solo per il Museo Egizio - che amo ricordare come il secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo - e per il Museo del Cinema. 
Ed è questo che ho deciso di scriverne, per renderla ancora più accessibile attraverso le mie esperienze dirette e suddividendo le stesse per aree, perché per quanto possa apparire piccola Torino non lo è per nulla.


La primavera è, a mio avviso, la stagione migliore per godere appieno della città e proprio per godere del clima temperato mi sposto dal centro verso il parco del Valentino, grande area pubblica che costeggia il fiume Po. Da qui superata la grande fontana dei mesi 


ci si immerge nel verde, nei prati curati, nei noccioleti fino ad arrivare al borgo medioevale che per quanto sia una ricostruzione di fine ottocento, creata per l'esposizione  generale italiana, è davvero meritevole. Varcato l'ingresso si viene catapultati in pieno medioevo con tanto di botteghe, cortili e chiesa.




All'interno del borgo una scala acciottolata porta alla rocca, vero e proprio castello disposto su quattro piani, che riunisce in un solo corpo diversi stili: si vai castelli della Valle d'Aosta a quello della Manta.  Le visite guidate partono proprio in corrispondenza del cortile con l'albero in ferro battuto, mentre i biglietti sono disponibili presso le botteghe del castello.

Per spostarci verso il centro, si può fare una passeggiata di circa venti minuti oppure utilizzare le motonavi Valentina o Valentino che fanno la spola dal parco fino ai Murazzi un tempo sede della movida torinese ai piedi di Piazza Vittorio Veneto, o fino a Italia 61 al costo di pochi euro. 


Arrivati a Piazza Vittorio percorriamo il ponte e raggiungiamo la Gran Madre, un altro simbolo della città, e da qui con una breve salita al Monte dei Cappuccini possiamo ammirare la città ai nostri piedi, la veduta spazia dalla Mole Antonelliana, al nuovo Palazzo della Regione, con sullo sfondo le Alpi e l'inconfondibile Monviso.
Sulla sinistra in alto è ben visibile la Basilica di Superga.


Sul sagrato della Chiesa ottagonale dedicata a Santa Maria del Monte 
si trova un altro simbolo di Torino un "toret" le famose fontane a testa di toro a attive in città sin dal 1864, che hanno rischiato di scomparire dalla città al punto che sono state indette raccolte firme e persino vendite all'asta di quelle già rimosse e sostituite da quelle più moderne a tempo. 

A pochi passi da qui ecco il museo della montagna gestito dal CAI e la sede nazionale dello stesso.

Dopo tanto vagabondare è facile che si venga colti da un certo languorino, ebbene sappiate che in Borgo Po, questo è il nome di questo quartiere, si trovano diversi locali con cucina etnica - si val giapponese, all'Indiano, passando per libanese e egiziano - alle trattorie e persino alle bocciofile che offrono menù semplici ma gustosi e in pieno stile radical chic! Ma anche piadine, crepes, cartocci da passeggio.
L'aperitivo per eccellenza si consuma al Granbar stuzzicando sashimi, in piazza Vittorio invece impazza il Bitterspritz con apericena a partire da 5€ e in versione low cost a partire da 3.5€ nei chioschetti del lungo Po.

giovedì 12 novembre 2015

Estate di San Martino - Passeggiata tra i 5 laghi

Le temperature miti di questi giorni, regalataci dall'estate di San Martino, ci ha spinto a riscoprire una delle meraviglie del Canavese, la passeggiata tra i 5 laghi.
Il percorso si snoda, attraverso antichi sentieri che collegano 5 piccoli specchi d'acqua, che a loro volta rappresentano, turisticamente parlando, ben 5 comuni.
La sua facilità di percorrenza, vede spesso quest'anello, utilizzato da famigliole con bimbi e anziani, ma anche da chi pratica nordic walking, mountain bike e la pesca sportiva.
Il punto di partenza preferito dai locali è il Lago Sirio, forse per comodità dato che è il più vicino al centro cittadino, per i diversi parcheggi disponibili, per il colpo d'occhio che regala.
Da qui iniziando la passeggiata che corre lungo il suo perimetro in direzione Chiaverano, subito dopo la piattaforma per i tuffi estivi e il locale Il Cigno (famoso per la cucina a base di pesce) si svolta a sinistra e da qui, basta scegliere uno dei tanti sentieri acciottolati.
In piena estate capita spesso di incontrare gruppetti che dopo aver scelto uno dei tanti sentieri, si accampi sulle rive dei laghi, per rilassarsi, per godere del panorama e della pace che questi luoghi emanano e anche, perché no, di un bel pic-nic.
In autunno invece si incontrano facilmente i cercatori di funghi e di castagne, ma anche scolaresche che fanno ricerche di foglie, animali del sottobosco e che vengono accompagnati alla scoperta di un fenomeno particolare: un antico lago, detto dei locali, il lago del Coniglio, si è lentamente ricoperto di uno strato di torba e terriccio, sul quale sono attecchite delle piante e dei cespugli.
Beh vi chiederete cosa avrà mai di cosi particolare, ebbene se ci camminate su, la sensazione è quella di passeggiare su un enorme materasso, ma se vi mettete a saltellare, l'intera piattaforma si muove e fa ondeggiare non solo voi ma anche le piante, come se vi trovaste su un'enorme zattera.
I bimbi ne sono sempre entusiasti, ma credetemi se vi dico che una volta raggiunto il luogo, tutti (giovani e meno giovani) si fanno prendere dall'entusiasmo e.. provano il saltello!
Questa meraviglia della natura è ben segnalata, per raggiungerla seguite i cartelli verdi - Sulle orme del Lago Coniglio - e una volta raggiunti a destinazione, vedrete una paletta colorata, con annessa spiegazione su questo bizzarro fenomeno naturale denominato Terre Ballerine
Da qui con una decina di minuti potrete raggiungere il Lago Pistono, su cui si affaccia solenne il Castello di Montalto e da li svoltando attraverso le curatissime vigne raggiungere il lago di Bienca per poi ricongiungervi con il Lago Sirio.
Un solo consiglio, l'intero percorso può impegnare anche diverse ore e lungo il tragitto non sono presenti fontanelle d'acqua, per cui premunitevi e portatene un pò con voi.
Detto questo non mi resta che augurarvi una piacevole passeggiata!

giovedì 29 ottobre 2015

Expo 2015 - il nostro pensiero

Ne hanno parlato, scritto e discusso in molti e in effetti c'è poco che un visitatore dell'Expo possa raccontare che non sia già stato ampiamente detto, se non le proprie impressioni, le proprie sensazioni in pratica il proprio vissuto.
Sono partita piena di entusiasmo per questo evento che dovrebbe essere la quinta essenza dell'alimentazione, del sostenibile della biodiversità e del futuro e sono tornata con un bagaglio che tutto è tranne quello che mi aspettavo.
Benvenuti all'Expo 2015 
Più che una manifestazione sugli alimenti ci è parso un gran carosello di architetture, di arte moderna, di turismo. Le strutture sono fantastiche in alcuni casi talmente avveniristiche da sembrare di essere stati catapultati nel futuro e proprio mentre affrontavo la visita degli interni di uno di questi esempi mi venivano alla mente le parole di un noto personaggio pubblico, che alla domanda "cosa ne pensa dell'Expo?" ha risposto candidamente: " E' una fantastica vetrina per spingere gli italiani a viaggiare sempre più all'estero".
rappresentazione di un'eccellenza italiana
Ebbene questa sua affermazione è quanto di più vicino abbiamo realizzato mentre vagavamo tra i diversi padiglioni.
Se già prima di questa visita eravamo proiettati verso il resto del mondo ora lo siamo ancora di più, con buona pace della Coldiretti che ha cercato inutilmente di farci cambiare idea.

Cerchiamo di spiegarvi il perché.

Per quanto riguarda l'alimentazione per noi l'Expo è un fallimento totale.

Di cibo ne abbiamo visto pochino... troppo poco per essere una manifestazione che avrebbe dovuto essere incentrata proprio su questo, perché tolta l'area dedicata al Riso, al Cacao-Cioccolato e al Caffe' ( anche se su quest'ultimo ho qualche reticenza per nostra forma mentis a considerarlo cibo ) in giro se ne vede molto poco.
Area tematica Riso - padiglione Laos
Qualcuno obietterà che sia gli Usa sia Israele hanno proposto i giardini verticali e si li si vedevano splendide verdure su "pannelli solari" perfettamente in grado di seguire anche in condizioni limite l'orbita solare.. ma..
Vogliamo parlare del padiglione dell'Estonia? Li regna sovrano il legno, ma non mi risulta ancora che sia per noi commestibile, cosi come la Slovacchia che presenta bellissime sculture a base di posate, flauti e un fantastico video che presenta la capitale, ma li mangiano le posate?
Posate + attrezzi agricoli = scultura moderna
Oppure nel padiglione del Turkmenistan (che peraltro troviamo bellissimo) abbiamo visionato tappeti fantasmagorici, scoperto che è un paese iper-tecnologico, conosciuto l'attività estrattiva, ma.. cosa si mangia li? Come si coltiva e se li' si coltiva (ho visto solo immagini di mega città e pozzi petroliferi) è un'agricoltura sostenibile?
Padiglione Turkmenistan
In Sudan sembra che a parte le spezie ci siano solo le sculture in legno, le collanine e i braccialettini.
le spezie del Sudan
nel Brunei non siamo messi molto meglio dato che vengono presentati solo bellissimi - e sottolineo - bellissimi setacci e un attrezzo per la lavorazione di spezie,
I setacci del Brunei
un barlume di speranza l'ha risvegliato in noi il padiglione dell'Angola e di quello di Monaco con le sue straordinarie iniziative a sostegno di alcune aree del mondo.
Il futuristico padiglione dell'Angola - 2 mln di visitatori al nostro arrivo
Per quanto riguarda l'atmosfera turistica è una meraviglia.

Qui tutti hanno avuto, anche solo per una giornata, la sensazione di vedere Paesi esotici, lontani e per alcuni irraggiungibili.
E' stata accesa la curiosità verso popoli diversi, verso le loro tradizioni e la loro cultura.
Si  vengono stimolati gli italiani ad uscire da casa.
albero della vita tricolore
L'albero della vita? Um.. ci dovremmo pensare, perché a caldo vi diremmo che sembra un enorme ripetitore radio-televisivo ben mascherato e che lo spettacolo di luci e suoni è una vera delusione.. Non si può far aspettare le persone per un'ora illudendole per poi "giocare" con suoni e luci per meno di tre minuti al ritmo di "Mambo Italiano" perdindirindina siamo nel 2015.. 
Albero della vita - tricolore
Nel complesso diremmo che questa esposizione universale era un ottimo passatempo giornaliero o ancor meglio serale.
Si insomma un modo come un altro per passare un giorno o una serata in modo alternativo.

domenica 11 ottobre 2015

Dolceacqua il borgo bohemien tanto caro a Monet.

L'autunno è una stagione favolosa per andare alla scoperta di quel meraviglioso patrimonio storico culturale che in Italia è rappresentato si dai grandi siti ma anche da borghi sparsi che sono dei veri tesori.
La prima volta che siamo stati a Dolceacqua era il 2010 e ci siamo arrivati per puro caso: cercavamo una sistemazione per una notte, prima di raggiungere la Costa Azzurra nostra reale meta.
Un'offerta scovata in internet ci ha portato qui e sinceramente è stata provvidenziale, perché diversamente non avremmo mai conosciuto questo piccolo gioiello che tanto piaceva a Monet .
Il famoso pittore qui soggiornava spesso, per catturare quella speciale luce che a suo dire rendeva questo angolo di mondo ancora più bello!
Come al noto artista anche a noi è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di ritornarci per trascorrere un weekend rigenerante.

Dolceacqua, uno dei borghi più belli d'Italia, sorge nel primo entroterra ligure, in provincia di Imperia a breve distanza dal confine francese.
Dominato dal Castello Doria, che spesso viene utilizzato per manifestazioni culturali, mostre e concerti, il borgo si presenta con un dedalo di viuzze, di scalinate, portici in pietra e contrafforti che
hanno da secoli mantenuto in piedi le alte case - che raggiungono tranquillamente i 5 piani - proteggendole dai crolli legati alle diverse scosse sismiche che si sono susseguite nel tempo.



Al piano terra diverse botteghe accolgono i turisti, le cantine offrono degustazioni del buonissimo vino Rossese, del pregiato Olio extravergine di Oliva spremuto a freddo, del Miele che viene
prodotto sulle colline alle spalle, dove i fiori sono ancora raccolti a mano.
Il visionarium 3d ha portato un tocco di modernità anche qui e se proprio non riuscite a stare senza tecnologia, fateci un salto non resterete delusi.


La cucina proposta è quella tipica dell'entroterra ligure, dove il pesce è la trota del fiume che scorre lento, delle acciughe sotto sale o delle alici conservate, perché qui si mangia il coniglio con le olive, le zuppe, le verdure in composta, le focacce.

Potreste pensare che sia piccino e che in un giorno si possa visitare agevolmente e si forse avete ragione, ma può essere tranquillamente la perfetta base di appoggio per scoprire altri borghi come Seborga e Apricale - dato che qui sono presenti tantissime strutture ricettive - o per percorrere i diversi sentieri che vi condurranno sulle vicine alture, dove potrete scoprire i calanchi, i resti delle antiche fortificazioni militari dei secoli scorsi e anche qualche casupola primitiva.

domenica 4 ottobre 2015

Bye Bye Hard Disk Esterno



Brava Elena! Complimenti! Hai fatto l'ennesimo casino..
Un po' di attenzione no eh?
E ora l' Hard Disk Esterno e li spiattellato sulle piastrelle del pavimento della cucina e la cover superiore è scheggiata.

Ok dai cerchiamo di essere ottimista, provo ad inserirlo in una delle porte e inizio ad incrociare le dita.
Nessun segno di vita, ho provato più volte ad interrogarlo, ma nulla... mi sa che il suo encefalogramma è piatto..
La diagnosi è 10 anni di foto perse.

Possibile che una banalissima caduta da un altezza di poco meno di un metro, abbia potuto far tanto danno?
Ebbene si.  Che fare? La cosa più ovvia del mondo: l' ho portato ad un centro specializzato e il risultato è stato che dopo circa due settimane sono riuscita a rientrare in possesso delle mie tanto amate foto e di questo:



oltre che a trovarmi con diversi euro in meno nel portafogli..
Si dice che qualsiasi esperienza bello o brutta insegni qualcosa e questo banalissimo incidente, che mi ha fatto temere il peggio per i miei cari ricordi, mi ha spinto a correre ai ripari e a fare più copie dei file e a conservarli su chiavette, su cd ( si ho persino rispolverato un vecchio pacco di cd che giacevano ormai da anni abbandonati in un cassetto) e a fare delle stampe oltre che impostare alcuni fotolibri.
Forse qualcuno potrebbe pensare che è una reazione esagerata, frutto dell'emozione del momento.
Eppure credetemi se anche ora vi sembra banale, fare una copia dei file un domani potrebbe rivelarsi la scelta più giusta e furba.
In pratica si tratta di mettere in atto quello che le aziende fanno da sempre: il backup dei dati perchè nulla vada perso.

Suggerimento che mi sento di dare a tutti coloro che come me archiviano centinaia di migliaia di foto nella memoria del proprio i-phone, pc o Hard Disk Esterno.
Perchè si la tecnologia può essere perfetta
ma è costretta ad interagire con le persone e con le loro limitatezze e sbadataggini. E voi? Quali strategie applicate per non incappare in disastri come il mio?

domenica 27 settembre 2015

Carema - Andar per Cantine Antiche

Carema è il comune che segna il confine tra la mia fantastica regione: il Piemonte, e la mia adorata Valle d'Aosta, ed è nota soprattutto per i suoi vigneti, a prevalenza di Nebbiolo che danno vita da secoli ad uno dei vini più corposi e rustici della Regione: I produttori del Carema.
E dove si poteva pensare di dar vita ad una rassegna eno-gastronomica se non qui?
Ed ecco che 63 anni fa, i viticoltori della zona danno vita a questa meravigliosa manifestazione: l'apertura delle loro antiche cantine al pubblico, per far conoscere loro, non solo i fantastici prodotti del territorio,
ma anche l'ambiente in cui queste chicche vengono conservate.

Il percorso si svolge interamente nel centro storico di questo antico borgo, le cantine accolgono giovani, intenditori, gruppi di amici che vengono da ogni parte d'Italia, e tra una cantina e l'altra e le diverse degustazioni incontrerete tanti volontari che non solo indossano gli antichi costumi del luogo, ma cucinano per voi, i piatti dell'antica tradizione montanara.
Propongono piatti semplici, che profumano di buono, di casa, di famiglia e di festa, perché chiunque faccia loro visita è accolto con un vecchio amico e regala un momento di gioia!

E poco importa se per cenare devi usare i gradini della Chiesa Parrocchiale, 
perché proprio li, a fianco a te, ci sono altre decine di persone, che mangiano, chiacchierano, brindano, ridono e cantano e nessuno fa caso al fatto che tu sei stonato come una campana!

No caro amico non pensare a questa manifestazione, come un'occasione per bere a scrocco, fare casino o cose simili.. No qui c'è voglia di fare festa, di scoperta, di ammirazione per tutti: dai produttori di vini eccellenti agli artigiani che trasformano pietra e legno in magnifiche sculture.


Pensate solo che meraviglia è questa stufa - putagé in dialetto - scolpita da un solo tronco d'albero di castagno, o quella scopetta di saggina (si la stessa che aveva Topolino in Fantasia) anch'essa scolpita in un semplicissimo pezzo di legna.
O di quelle meravigliose miniature, scolpite in tavole di legno, negli attrezzi della vita contadina e dei lini che venivano tessuti a mano, nelle lunghe serate invernali.


Beh ragazzi che dire, noi proseguiamo degustando vini di nicchia, polenta e spezzatino, tome d'alpeggio, crostate ai frutti di bosco e vi pensiamo, anzi brindiamo a tutti voi

da qui sotto un'antica toppia di Nebbiolo, illuminate da antiche lanterne, circondati da un'atmosfera unica e allegra, fatta di gente semplice, appassionata che ha fatto del proprio lavoro una scelta di vita.
Cin Cin a tutti voi e a tutti coloro che passando da queste parti decideranno di dedicare anche solo una mezza giornata a questo borgo, non solo per degustare i preziosi vini, ma anche per percorrere un tratto dell'Antica Via Francigena.

domenica 13 settembre 2015

Amica lasciatelo dire... Non sei commerciale.

Il messaggio di Alina inizia esattamente cosi:
"Amica lasciatelo dire... non sei commerciale e forse questo limita il tuo bacino di utenza."
Beh diciamolo pure.. se una cara amica ti scrive un messaggio di questo tipo, 
un po' ti fa pensare e inizi ad interrogarti sul "lavoro" che stai facendo.

Riflessioni  profonde... Niçoise o Caprese?

Ci ho riflettuto a lungo e la mia risposta non poteva che essere questa:

Ciao Alina mio adorato grillo parlante!
Ho pensato a lungo a quanto mi hai scritto e ti ringrazio, perché mi hai regalato - come sempre - un momento di riflessione a cui è seguito questo: perché sai che io sono cosi.
Ad un interrogativo non posso non rispondere. Impiego del tempo certo, sai che sono sempre stata lenta - mi conosci sin dal primo giorno di asilo e ancora mi chiedo perché, tra tutte, tu abbia 
scelto proprio me.. però rispondo sempre, sai bene che rispondo sempre.
Hai ragione non sono un buon venditore di me stessa, ma almeno mi può essere riconosciuto l'essere genuina, semplice  e alla mano, si insomma alla portata di tutti.

Non ho mai cercato di essere commerciale, non devo vendere nulla a nessuno.
Questo blog nasce per tenere traccia dei  miei ricordi  - tu sai quanto sono stordita  - delle emozioni e di tutto quanto vissuto in prima persona e se una cosa non mi va giù
perché da utente, se un servizio non mi ha soddisfatto, devo per forza scrivere che tutto va bene e che è meraviglioso?
Ma neppure se mi pagassero.

Sarà mica giapponese questo eh???
Perché? Per correttezza!
Per il semplice fatto che non sempre è tutto meraviglioso, stellare, incredibile e anche con la migliore delle organizzazioni non va sempre tutto per il meglio, per cui per quale dannato motivo dovrei mentire e dire che il locale sul Lago con le erbacce che invadono il dehor e il pesce che sa di ammoniaca
nonostante i vari barbatrucchi per nasconderlo, è meraviglioso?
O il super minchia-turbo-power villaggio 5* in all inclusive (per rubare un'espressione ad un amico carissimo che tu conosci molto bene)  venduto come l'ultima novità sul Mar Rosso,  in realtà fa pena?

Sii sincera...  non ti sentiresti  presa un pochino per i fondelli se uno ti decanta come meraviglioso un ristorantino a Trastevere, con il solo fine di ricevere in cambio pochi centesimi di Euro, e poi  una volta usciti da li, tu e i tuoi amici avete tutti il mal di pancia?

il mal di pancia se la ride alla grande ahahah!!

Quindi non è meglio un "non commerciale" come me, sincero?
Che vi indica una trattoria sperduta tra i monti o nel vicoletto della città di mare, dove mangerete in modo semplice con piatti della tradizione semplicemente gustosi e che vi avvisa che il giorno dopo i vestiti vanno messi obbligatoriamente a mollo?
Come sempre ti aspetto per la consueta cena,
Ti abbraccio, con tutto l'affetto di questo mondo
tre gufette
xxx Elena <3